Chi siamo

  • Storia del metodismo in Italia

In Italia il Metodismo approdò in modo stabile solo nel 1861, con l’arrivo dall’Inghilterra del pastore Henry James Piggott (1831-1917), che avviò una missione su mandato della Società missionaria metodista d’Inghilterra. Dopo solo sette anni vi erano già 16 locali di culto, 24 predicatori, 179 scuole domenicali, 592 allievi nei corsi d’istruzione scolastica.
Nel 1871 giunse dagli Stati Uniti il pastore Leroy M. Vernon (1838-1896) per conto della Chiesa metodista episcopale degli Stati Uniti d’America. Piggott e Vernon si accordarono perché i due rami del metodismo mondiale agissero in Italia sempre in modo complementare nella fondazione di chiese come di opere sociali. Nel trentennio a cavallo fra 19° e 20° secolo l’impegno metodista fu notevole anche in ambito sociale e culturale, con la fondazione di scuole diurne e serali, di circoli culturali, di giornali e, soprattutto, con l’assistenza e l’impegno per la difesa dei diritti fondamentali delle fasce sociali più povere e sfruttate.
Il fascismo e la seconda guerra mondiale determinarono una fortissima crisi. Finita la guerra, nel 1946, i due rami del metodismo, quello inglese e quello americano, si unirono, fondando la Chiesa Evangelica Metodista d’Italia che rimase sotto la giurisdizione della Conferenza metodista britannica fino all’autonomia conseguita nel 1962.
Nel 1975 la Chiesa metodista strinse un “Patto d’Integrazione” con la Chiesa Evangelica Valdese, dando vita all’Unione delle chiese metodiste e valdesi in Italia, con unico Sinodo, comuni organi regionali e un unico ruolo pastorale e diaconale.

  • Storia della Chiesa di Terni

Le origini della chiesa evangelica metodista di Terni non possono essere riportate con precisione perché essa non ha mai avuto un archivio stabile a causa dei diversi trasferimenti del locale di culto, della discontinuità della presenza pastorale e soprattutto della Seconda guerra mondiale, i cui bombardamenti hanno raso al suolo gran parte della città. Le notizie pertanto sono frammentate e ricostruite a posteriori. In particolare facciamo affidamento sulle ricerche fatte negli anni 1980 dai fratelli Federico Roela e Reto Bonifazi, che hanno consultato gli archivi dei periodici L’eco della verità, La civiltà evangelica, La fiaccola, L’evangelista e Il labaro. Un ringraziamento particolare va a Viria Piacente, vedova di Federico Roela, che ha custodito con cura amorevole le carte del marito, presidente del Consiglio di Chiesa per vari anni.
La zona di Terni fece esperienza di un certo fervore evangelico da parte di diverse denominazioni alla fine dell’800, esperienze che non sono sopravvissute fino ai giorni nostri, però hanno influenzato lo sviluppo della chiesa metodista. La storia più interessante è quella che riguarda la Val Nerina e la Chiesa cattolica riformata d’Italia, che aveva uno dei centri più attivi in Arrone, con locali di culto anche nella frazione arronese di Casteldilago e in Papigno. Questa chiesa fu fondata dal conte Enrico di Campello, nobile spoletino che aderì negli anni 1880 al Vetero-Cattolicesimo. Tra i suoi collaboratori più noti in ambiente valdese e metodista notiamo Ugo Janni. Il comitato parrocchiale eletto nel primo Sinodo ternano della chiesa cattolica riformata aveva al suo interno sei uomini e quattro donne. A questa chiesa apparteneva l’evangelista Gabriele Martinelli, colui che inaugurò nel dicembre 1867 la prima predicazione evangelica regolare e stabile nella città di Terni, cui era affiancata una scuola che raccoglieva una quarantina di alunni e alunne. La chiesa di Enrico di Campello ebbe molti appoggi internazionali, tra cui quello della chiesa anglicana e del comitato delle scuole domenicali. Questo gli permise di fondare ad Arrone l’Università evangelica italiana, l’ospedale inglese e un teatro. Sembra che questa esperienza trionfale si sia conclusa con una non ben precisata calunnia nei confronti del conte di Campello, che lo fece cadere in disgrazia agli occhi dei suoi finanziatori esteri. Senza più soldi, dovette chiudere l’Università, mentre la chiesa resse fino al 1908, sopravvivendo pochi mesi all’emigrazione a Boston del pastore Aleandro Luzzi nel 1906.
Se ci soffermiamo in particolare sulla storia della chiesa di Terni, la prima celebrazione della Cena del Signore risale al 7 marzo 1869, mentre il 22-25 giugno 1870 la chiesa di Terni fu rappresentata per la prima volta a livello nazionale all’Assemblea generale della Chiesa cristiana libera a Milano. Nel 1873 a Martinelli fu affidata la chiesa metodista wesleyana di Mezzano Inferiore. Nel 1877 l’evangelista Daniele Gay della chiesa metodista episcopale riorganizzò la comunità evangelica, stabilizzando la denominazione della chiesa di Terni. Il 17 ottobre 1880 fu celebrato il primo battesimo, che pare abbia suscitato attenzione e curiosità. In seguito si alternarono i pastori ed evangelisti Ettore Ageno, Enrico Poggi, Giovanni Gattuso, Domenico Polsinelli, Giuseppe Buggelli, Augusto Manini, Giuseppe Chiara, Valentino Ambrosini, Tito Signorelli, Arturo Di Pietro. Tra questi, si ricorda in particolare l’opera del pastore Manini che fondò il circolo culturale “Arnaldo da Brescia” e organizzò la locale “Lega Epworth”. All’alba della prima guerra mondiale la comunità era guidata dal pastore Umberto Ghetti, che si occupava anche di gruppi presenti in altri comuni dell’Umbria meridionale (Todi, Pesciano, Arrone e Narni). Tra il 1915 e il 1938 il pastore di Terni era Pietro Innocenti. Dopo la seconda guerra mondiale, la città era praticamente distrutta e la comunità metodista organizzava conferenze pubbliche in piazza e nei pochi luoghi pubblici rimasti in piedi: era puro ossigeno dopo il buio ventennio fascista e la distruzione della guerra, e la chiesa di Terni arrivò al suo massimo storico con l’adesione di 80 membri. Il pastore all’epoca era l’infaticabile Anselmo Ammenti, che si prodigò per la costruzione e l’inaugurazione dell’attuale luogo di culto, il tempio di Via della Vittoria, aperto nel 1954. La crescita della comunità corrispondeva alla crescità demografica della città: molti lasciavano le campagne per lavorare in fabbrica, non solo dall’Umbria, ma anche dall’Abruzzo e dal Lazio settentrionale. La vocazione industriale della città (che la rende una sorta di Torino del centro Italia) ha i suoi pro e contro, questi ultimi legati soprattutto ai momenti di crisi economica. Proprio negli anni 1950 accadde una di queste congiunture negative che portò all’emigrazione di diversi membri di chiesa licenziati dalle acciaierie. Fino al 1982 si susseguirono i pastori Gino Manzieri, Gian Battista Nicolini, Gaetano Jannì, Domenico Cappella. Quest’ultimo era pastore anche della chiesa valdese di Forano, dove risiedeva: dalla firma del Patto d’Integrazione nel 1975, infatti, metodisti e valdesi hanno condiviso un unico corpo pastorale. I successori di Cappella, Giovanni Grimaldi, Massimo Aquilante, Arcangelo Pino, Archimede Bertolino, Sabine Vosteen hanno avuto la cura esclusiva della comunità di Terni. Con Eric Noffke (2002-2005) e Peter Ciaccio (2005-2011), la chiesa metodista di Terni è tornata a condividere la cura pastorale con la chiesa di Forano, dove il pastore è risieduto. Con l’attuale pastore, Ermanno Genre (2011-oggi), ex professore di Teologia pratica alla Facoltà valdese di teologia di Roma, la cura pastorale è condivisa con la chiesa valdese di Perugia.

  • L’organizzazione dell’Unione delle chiese metodiste e valdesi in Italia

L’ organizzazione dell’Unione delle chiese metodiste e valdesi in Italia è retta da assemblee, che esprimono (per elezione) i propri organi esecutivi collegiali.

Chiesa locale

Al livello locale, in ogni chiesa (elemento ecclesiologico primario) l’assemblea dei membri:

  • prende in esame i vari aspetti della vita della chiesa e delibera in merito
  • approva il bilancio della chiesa
  • elegge i membri del consiglio di chiesa, che è associato al pastore nella guida della stessa ed è con lui responsabile del suo andamento
  • elegge i deputati e delegati negli organismi regionali e nazionali.

Circuiti

Il Circuito è una struttura tipica del metodismo, che intende valorizzare il carattere missionario della chiesa (il mondo e la mia parrocchia), raggruppando le comunità contigue in vista del coordinamento e dello sviluppo delle attività ecclesiastiche ed evangelistiche.
Diversamente da quanto previsto per le chiese valdesi, per la cura delle chiese metodiste (conformemente alla tradizione metodista) i pastori vengono destinati ai circuiti (e non direttamente alle singole chiese). L’assemblea di circuito elegge anche i deputati metodisti al Sinodo. All’annuale assemblea di circuito partecipano i pastori ed i rappresentanti delle chiese impegnati nelle diverse attività settoriali. Ogni Assemblea di Circuito elegge un Consiglio di circuito, presieduto da un Sovrintendente. L’Italia e suddivisa in 16 circuiti.

La nostra chiesa fa parte dell’XI Circuito metodista e valdese (Lazio, Umbria e Abruzzo occidentale). Il Sovraintendente è il fratello Enrico Bertollini, membri del Consiglio sono: Andrea Panerini (tesoriere), Claudia Claudi, Giulia Cignoni e Luciana Valente.

Distretti
La struttura distrettuale raggruppa in un’unica giurisdizione le chiese locali valdesi e metodiste e gli istituti operanti nel suo territorio, in particolare per deliberare, nel corso di una Conferenza annuale, sulle questioni relative al loro stato amministrativo ed organizzativo. Ogni Conferenza distrettuale elegge una Commissione esecutiva distrettuale (CED).L’Italia e suddivisa in 4 distretti, la nostra chiesa fa parte del III distretto (che va da La Spezia a Vasto). Il Presidente della CED è il fratello Mario Cignoni.

*****

Sinodo

Il Sinodo è l’assemblea generale che esprime l’unità di tutte le chiese. Nello svolgimento delle sue attività agisce nell’obbedienza alla Parola di Dio, come assemblea di credenti che ricerca la guida dello Spirito Santo. Esso è la massima autorità umana della Chiesa in materia dottrinaria, legislativa, giurisdizionale e di governo.

(dalla Disciplina Generale)

E’ costituito da 180 membri con voce deliberativa: deputati delle singole chiese locali, dei Circuiti e dei Distretti, responsabili di particolari settori di attività ed un numero variabile di pastori, che non può però mai superare il numero complessivo dei deputati e laici ex officio membri del Sinodo. Al Sinodo partecipa anche un numero variabile di membri con voce consultiva.
Si riunisce ogni anno a Torre Pellice, nelle Valli Valdesi, vicino Pinerolo, in provincia di Torino, a partire dalla domenica che precede l’ultimo venerdì di agosto. Si apre con un culto durante il quale i futuri ministri, al termine dei loro studi e dopo un esame pubblico, si impegnano a servire nella Chiesa e vengono consacrati con l’imposizione delle mani.
L’assemblea sinodale, dopo aver nominato il suo ufficio di presidenza all’inizio della sessione, affronta argomenti di carattere generale riguardanti la vita delle chiese e della loro testimonianza: annuncio dell’evangelo all’interno e all’esterno in parole ed opere, quindi tratta anche temi culturali e di attualità ed esamina l’andamento delle varie opere sociali di assistenza; decide sui rapporti con lo Stato e si occupa dei rapporti con le altre Chiese (quindi si occupa di ecumenismo); naturalmente esamina anche l’amministrazione finanziaria e tutto l’operato della Tavola e delle opere che ad esso rispondono.
I suoi lavori si svolgono sulla base di un’ampia relazione presentata dalla Tavola Valdese e su quella della Commissioni d’Esame, che, avendo passato in rassegna tutto l’operato della Tavola, dell’OPCEMI, della Facoltà valdese di Teologia, ne evidenzia i punti essenziali e quelli critici. Analogo compito ha l’altra Commissione d’Esame che relaziona sull’operato di una commissione amministrativa di recente istituzione: la Commissione Sinodale per la Diaconia (C.S.D.), che si occupa delle varie opere sociali della Chiesa.
Alla fine dei lavori il Sinodo elegge le commissioni amministrative a cui compete la responsabilità di attuarne le decisioni e di amministrare i diversi settori di attività: Tavola Valdese, Comitato permanente dell’OPCEMI, Consiglio della Facoltà di Teologia e la Commissione Sinodale per la Diaconia (CSD).
Ad evitare il pericolo di accentramento di poteri e di personalizzazione tutte le cariche sono a termine settennale. L’attuale Moderatore della Tavola Valdese è il pastore Eugenio Bernardini, eletto nel Sinodo del 2012.

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  • Il Simbolo

Il nostro simbolo contiene delle alcuni segni di riconoscimento cristiani estremamente noti e diffusi (l’alfa ed omega ed il cristogramma, chi e ro di Cristos, anche se ridotto al punto che la chi è contenuta nella croce….).
Mentre la specificità metodista sta proprio nel motto “il mondo è la mia parrocchia” che è un famosissimo motto di John Wesley, fondatore del Metodismo, che intende sottolineare il carattere essenzialmente missionario della Chiesa e di una dimensione
di fede che si esprime anche attraverso un forte impegno per la giustizia sociale ed i diritti degli ultimi (il metodismo non a caso ha fornito un forte contributo ad importanti battaglie civili, come quella per l’abolizione della schiavitù e quelle per la difesa dei diritti e della dignità dei lavoratori).

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